Serena Galli

SERENA GALLI

A CHE ETÀ HAI INIZIATO A GIOCARE A CALCIO?

 

“All’età di 6 anni ho iniziato a giocare a calcio nella squadra maschile dell’oratorio. Tuttavia a 11 anni ho dovuto smettere perché non potevo più giocare con i ragazzi e quindi mi sono data al tennis. La mancanza del calcio si sentiva: ogni volta che potevo palleggiavo con la pallina da tennis… Per questo ho deciso di riprendere a giocare.

Ho giocato 7 anni a7 e poi sono passata nel calcio a11 nel Nibionno dove ho disputato un campionato in serie D.  L’anno successivo sono tornata a7 per motivi lavorativi e ho giocato nell’Oggiono per altri 7 anni. Nel febbraio del 2019 sono passata a Tabiago dove gioco tutt’ora.” 

 

COME TI È NATA LA PASSIONE PER IL CALCIO?

 

“La passione per il calcio me l’ha trasmessa mio nonno. Quando ero piccola passavamo tantissimo tempo insieme. Lui seguiva la squadra del Calolzio quindi mi portava a vedere le partite, a me piaceva molto e a volte entravo anche in campo a fare due tiri insieme ai bambini.”

 

QUALE È STATA L’EMOZIONE PIÙ GRANDE CHE TI HA DATO IL CALCIO? 

 

“Credo che il calcio a7 e il calcio a11 siano due realtà completamente diverse e che quindi danno emozioni diverse. Nel calcio a7 l’emozione più grande è stato vincere il campionato regionale nel 2018. Nel calcio a11 invece le vittorie di alcune partite difficili mi hanno dato tante soddisfazioni.”

 

GUARDANDO IL PASSATO HAI QUALCHE RIMORSO CALCISTICO?

 

“Sinceramente no. Le decisioni le ho sempre prese io, nessuno mi ha mai imposto quello che dovevo fare. L’unica cosa che mi può rammaricare è il fatto che potevo dare di più, sono consapevole delle mie capacità e posso dire che non sempre ho dato il massimo.”

 

COSA PENSI PRIMA DI OGNI PARTITA NELLO SPOGLIATOIO?

 

“Cerco sempre di visualizzare le opportunità migliori per segnare, cerco di visualizzare quello che abbiamo provato in allenamento e ovviamente cerco di auto motivarmi. Devo dire la verità prima di una partita sono abbastanza serena tranne negli ultimi minuti prima di uscire dallo spogliatoio.”

 

IN CHE RUOLO GIOCHI?

 

“Ho sempre giocato come punta o comunque esterno alto. Sempre in attacco.”

 

IL TUO “IO” IN CAMPO RISPECCHIA ANCHE IL TUO “IO” NELLA VITA FUORI DAL CAMPO? 

 

“Si, il mio io nella vita è molto simile a livello caratteriale al mio io calcistico. Sono una persona determinata, comprensiva e disponibile sia nella vita e sia in campo. Nel corso degli anni ho sempre cercato di smussare qualche spigolo però devo dire che non ho un carattere facilissimo.”

 

TI SEI POSTA QUALCHE OBBIETTIVO DA RAGGIUNGERE QUEST’ANNO? 

 

“Data la situazione Covid l’obbiettivo principale era quello di riuscire a giocare il più possibile. Da attaccante l’obbiettivo era quello di segnare qualche goal in più perché segnare può dare veramente la carica per puntare sempre più in alto in ogni partita.”

 

CHE ELEMENTI FONDAMENTALI DEVE AVERE UNA SQUADRA PER FUNZIONARE BENE IN CAMPO?

 

“Ci deve essere coesione di intenti cioè collaborazione, partecipazione, tanti obbiettivi in comune, ognuna deve riuscire a dare il massimo perché solo così una squadra si completa, dove non arriva una deve arrivare l’altra e soprattutto ci deve essere disponibilità per raggiungere l’obbiettivo collettivo.”

 

CHE SQUADRA TIFI? HAI UN GIOCATORE O UNA GIOCATRICE PREFERITO/A?

 

“Tifo Juve. Da piccola il mio giocatore preferito era Del Piero infatti guardavo sempre i suoi video dove tirava le punizioni o dove faceva goal straordinari. Attualmente invece il mio giocatore preferito è CR7 perché è devastante quando vuole sa fare la differenza.”

 

COSA È IL CALCIO PER TE? 

 

“È un pensiero costante. 

Quando entro in campo e tocco quel pallone tutti i problemi si azzerano. 

È come se fossi nell’occhio del ciclone: io e il calcio in centro e tutto il resto gira intorno, ma non mi tocca. 

Mi libera la mente e mi fa evadere dalla realtà. 

È la vera definizione di libertà.”

Casari Sofia

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